Notte Bianca a Campobello di Licata: tra risse, droga e musica interrotta

La Notte Bianca a Campobello di Licata finisce male: risse, caos e stop alla musica. A preoccupare è la droga che mina sicurezza e ordine pubblico.


Una festa iniziata bene, finita male

La Notte Bianca del 18 agosto a Campobello di Licata aveva tutte le premesse per essere un grande evento dell’estate. Una piazza gremita, tanta musica e voglia di divertirsi: il plauso agli organizzatori e agli sponsor è doveroso, perché l’impegno nel regalare una serata speciale alla comunità era evidente.

Eppure, la festa si è trasformata in un problema di ordine pubblico. Nonostante l’avvertimento che il dj set sarebbe stato interrotto in caso di disordini, l’ennesima rissa ha costretto a fermare la musica con anticipo. Un epilogo che ha lasciato l’amaro in bocca a chi aveva scelto di vivere una notte di festa.


Risse e caos

Gli episodi di violenza non sono rimasti confinati al cuore dell’evento. Piazza Tien An Men e le vie adiacenti sono state teatro di risse e scontri, in un clima di tensione che ha messo in allarme tutti, comprese le forze dell’ordine.

L’ordine pubblico è stato compromesso, e la domanda che sorge spontanea è semplice: possiamo ancora considerare sicuri eventi di questo tipo se a ogni festa si ripetono scene simili?


Il nodo della droga: un problema noto ma ignorato

C’è un aspetto ancora più preoccupante. Nota a tutti è da tempo la presenza di droga nei luoghi della movida. Un fenomeno che, certamente, alimenta violenza e degrado.

Il problema è noto, eppure resta avvolto da un silenzio che diventa difficile da accettare. Alcune istituzioni sembrano preferire non affrontarlo, cadendo in un’omertà che rischia di trasformarsi in corresponsabilità. Fingere che la droga non circoli significa permettere che la situazione degeneri, fino a compromettere la sicurezza dell’intera comunità.


Sicurezza pubblica a rischio: e i prossimi eventi?

Il caso della Notte Bianca apre un interrogativo serio: come verrà garantita la sicurezza nei prossimi eventi di Campobello di Licata? La comunità dimostra di avere voglia di ritrovarsi, di vivere momenti di festa e di socialità, ma non può essere esposta a rischi che trasformano la piazza in un ring.

Servono controlli, prevenzione e decisioni coraggiose. Non bastano proclami o comunicati: servono azioni concrete per ridare fiducia ai cittadini e garantire che la movida non diventi sinonimo di paura.


Il commento su Facebook dell'ex sindaco Giovanni Picone

Un contributo significativo al dibattito è arrivato anche dall’ex sindaco Giovanni Picone, che ha parlato senza mezzi termini di “emergenza educativa”. Richiamandosi ai fatti della notte, Picone ha sottolineato come sia ormai urgente un confronto serio tra famiglie, istituzioni e agenzie educative: “Siamo consapevoli che il problema c’è e non si può né nascondere né tacere. Prima che sia troppo tardi e possano verificarsi fatti ancora più gravi, tutti siamo chiamati a fare la nostra parte per arginare questo fenomeno delinquenziale perpetrato da parte di alcuni giovani”. Un appello che, al di là della cronaca dell’ennesima rissa, pone al centro la necessità di un impegno corale della comunità: educare i giovani, dare alternative, riportare Campobello alla sua vera immagine, fatta di cultura, impegno civico e senso di comunità.


L'intervento di Michele Termini

A intervenire con un duro commento è stato anche l’ex sindaco Michele Termini, che ha ricordato come la Notte Bianca nacque durante la sua amministrazione nel 2010: “Come diceva Pippo Baudo: anche questa l’ho inventata io. Allora fu un grande successo, perché portava una novità a Campobello di Licata. Ma oggi non basta ripetere un evento: bisogna fermarsi e riflettere”. Termini non ha nascosto la sua preoccupazione per la deriva sociale: “Ieri sera abbiamo assistito a scene da Far West: carabinieri e security non riuscivano a contenere i focolai di violenza e i delitti. È questa la Campobello che vogliamo? Io credo di no”. Un messaggio che chiama in causa istituzioni, scuola e associazioni, con un invito chiaro: “Prima di organizzare di nuovo manifestazioni, occorre affrontare seriamente questa crisi. Solo così potremo restituire dignità, sicurezza e futuro alla nostra comunità”.


Le parole del consigliere comunale Brunetto

Non si è fatto attendere il commento dall'opposizione. A prendere parola il consigliere comunale Gabriele Brunetto (FDI): "La Notte Bianca doveva essere una festa, invece è stata l’ennesima vergogna. In una piazza frequentata principalmente da famiglie e bambini non possono verificarsi risse, atti di violenza, abusi di alcol e uso di droghe: questo non è divertimento e questo non è l’esempio che dobbiamo dare. Abbiamo il coraggio di dirlo: abuso di alcol e sostanze stupefacenti sono un cancro che sta distruggendo tanti ragazzi e trasformando le piazze in scenari di caos, ed il problema è serio anche a Campobello di Licata, inutile negarlo o cercare in qualche modo di nasconderlo. Basta chiacchiere e prediche a fatti accaduti, è ora che chi ne ha responsabilità chieda un intervento deciso dello Stato, segnalando chiaramente l’emergenza che come comunità stiamo vivendo non solo nei giorni di festa. Qui non ci deve essere spazio per chi rovina la serenità di tutti con atteggiamenti violenti e irresponsabili. La nostra Città chiede solo sicurezza. La chiede il vicinato di tutte le piazze campobellesi, lo chiedono le famiglie, lo chiediamo noi che non vogliamo vivere in un paese allo sbando."


Il commento dall'Amministrazione Terrana

Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore Siragusa, che ha voluto sottolineare come l’emergenza educativa sia un problema reale e condiviso, ma che non può diventare terreno di scontro politico. “L’emergenza educativa è un problema serio e riguarda tutti” – ha dichiarato – “ma utilizzare episodi spiacevoli come quelli accaduti ieri notte per screditare l’attuale amministrazione è scorretto e poco onesto intellettualmente. Dispiace che proprio chi ha governato questo paese per dieci anni oggi parli come se fosse estraneo a tutto ciò. Forse sarebbe il caso di chiedersi: in oltre un decennio, quali misure concrete sono state adottate per prevenire questo degrado?”.

L’assessore ha poi ricordato che episodi simili si erano già verificati in passato, senza che si aprissero discussioni pubbliche così accese: “Anche allora c’erano risse e problemi di sicurezza, ma nessuno puntava il dito”. Infine un appello alla collaborazione: “L’amministrazione attuale si è insediata da poco e sta lavorando in mezzo a mille difficoltà ereditate. Invece di sfruttare ogni occasione per gettare ombre e polemiche, sarebbe più utile e maturo collaborare davvero, se il bene dei giovani e del paese è ciò che sta a cuore. Campobello ha bisogno di responsabilità, non di prediche. L’educazione si costruisce ogni giorno, con l’esempio, non con la memoria corta e la propaganda”.


La scelta che non si può più rimandare

L’editoriale non vuole sminuire il lavoro degli organizzatori, ma accendere un faro su ciò che rischia di vanificare i loro sforzi. O si sceglie di affrontare davvero i problemi di ordine pubblico e droga, oppure ogni evento continuerà a trasformarsi in un’occasione mancata.

Campobello di Licata ha diritto a vivere momenti di festa, ma ha diritto soprattutto a viverli in sicurezza.

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